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In media, un essere umano entra volontariamente in contatto con 127 sostanze chimiche nell'arco della sua giornata, mentre per alcuni il numero è ancora più alto.

Queste sostanze chimiche provengono da un'ampia varietà di fonti, tra cui prodotti per capelli, dentifricio, saponi e altro.

Ciò che dobbiamo chiederci, però, è: queste sostanze chimiche sono sicure?

Per fortuna abbiamo tossicologi che si assumono la responsabilità di assicurarsi che i prodotti che stiamo usando siano effettivamente sicuri. Il loro compito è quello di testare diversi prodotti e le sostanze chimiche utilizzate in essi, e quindi considerarli come sicuri o non sicuri. E mentre molti tossicologi eseguono test sugli animali, negli ultimi decenni abbiamo assistito a un grande cambiamento verso metodi di sperimentazione non animale.

Diamo una rapida occhiata alle ultime notizie relative alle opzioni di test non di origine animale.

I modi moderni di test non animali stanno diventando ancora più moderni

Oggi esiste una varietà di metodi di sperimentazione non animale. Quelli che usano cellule e tessuti umani sono comunemente chiamati metodi in vitro, mentre quelli che sfruttano le tecniche di modellazione computerizzata sono generalmente noti come modelli in silico. Esistono anche metodi di test in cui gli esseri umani diventano soggetti volontari.

Uno dei principali motivi per trarre vantaggio da questi metodi di prova è che non sono specifici alla specie come nei test sugli animali. Inoltre, i metodi di sperimentazione non animale tendono a costare meno denaro e richiedono meno tempo per eseguire rispetto alle opzioni di sperimentazione sugli animali.

Gli organi su chip

Con le ultime opzioni di test in vitro d'oggi, gli organi su chip possono essere utilizzati per "imitare la struttura e la funzione degli organi umani e dei sistemi di organi".
Questi organi su chip sono creati utilizzando sistemi all'avanguardia per coltivare cellule umane e possono essere utilizzati in una varietà di campi di test, inclusi test di tossicodipendenza e tossicità, nonché per scopi di ricerca di malattie.

Ancora più notevole è il fatto che i risultati tendono ad essere molto più efficaci di quelli acquisiti attraverso le opzioni di test sugli animali.

La HuRel Corporation è ben nota per l'utilizzo di questi chip e per la loro ricerca nel sostituire i loro metodi di test sugli animali con le opzioni di test dei chip.

Modellismo in silico

I metodi di test di modellazione in silico sono diventati molto più avanzati nell'ultimo decennio grazie a enormi passi avanti.

Questi modelli sono in grado di simulare la biologia umana come mai prima, così replicando la progressione di nuove malattie ancora poco conosciute.
I dati acquisiti attraverso questi modelli possono essere utilizzati da scienziati e medici per prevedere correttamente i vari modi in cui sia i farmaci sperimentali che quelli esistenti reagiranno nei corpi di coloro che hanno queste determinate malattie.

Queste tecniche al computer, che sono anche note come relazioni quantitative struttura-attività riescono a predire con una elevata precisione se un farmaco possa essere pericoloso per il corpo umano o meno.

Negli Stati Uniti ci sono una varietà di società, comprese quelle governative e PETA, che utilizzano attivamente i loro fondi per investire in questo tipo di metodo di sperimentazione non animale.

Microdosing

La pratica del microdosing sta diventando più comunemente utilizzata nei test sui prodotti. Questa forma di test consente ai ricercatori di raccogliere informazioni vitali relative alla sicurezza dei farmaci sperimentali, incluso il modo in cui le sostanze vengono metabolizzate dall'organismo, senza dover inizialmente effettuare prove su larga scala sull'uomo.

Durante questo tipo di test viene somministrata una singola dose di farmaco al volontario, quindi vengono implementate tecniche di imaging per monitorare il modo in cui la sostanza interagisce con il corpo. Anche la risonanza magnetica funzionale sta contribuendo a far progredire i metodi di sperimentazione volontaria.Questo tipo di imaging consente ai ricercatori di studiare in sicurezza il cervello umano a un livello più approfondito. Pratiche di imaging permettono anche di individuare tessuto cancerogeno in diretta durante le operazioni.

Uno dei passi fondamentali nel creare un prodotto cosmetico di successo è quello di garantire la sicurezza del prodotto, in particolar modo quando si parla della cura della pelle.

L'utilizzatore finale si aspetta di ricevere ciò che è promesso nel claim senza effetti collaterali negativi. Il sopraggiungere di irritazioni inaspettate, reazioni allergiche o altre complicazioni può dare luogo a conseguenze difficilmente rimediabili.

Per assicurarsi che ciò non accada è buona pratica testare la propria formula cosmetica, non basandosi solo sulla conoscenza dei suoi ingredienti prima della messa sul mercato.

Sicurezza e Responsabilità

Nel produrre qualsiasi tipo di trattamento della pelle è necessario assicurarsi che il prodotto sia sicuro se usato correttamente. Bisogna quindi illustrare correttamente il modo di utilizzo, e il test per la sicurezza è un passo necessario per supportare le indicazioni riportate. Bisogna inoltre compilare tutte le informazioni sugli ingredienti in modo da poter beneficiare di studi che sono già stati condotti.

La ricerca da sola non è sufficiente. Considerando che il prodotto sarà proprietario, le informazioni sui singoli ingredienti non possono predire come la formula cosmetica reagirà a contatto con la pelle umana: alcune persone potrebbero essere più sensibili a determinati ingredienti. Per questo motivo bisogna testare ampiamente per poter giudicare se il prodotto cosmetico sia indicato per tutte le persone che potranno utilizzarlo. Se si rilascia un prodotto che ha un impatto negativo diffuso sui consumatori si potrebbe essere legalmente responsabili.

Qualità

Il motivo principale per cui è necessario testare accuratamente il prodotto è per mantenerne la massima qualità. Il prodotto dovrebbe fare ciò che pubblicizza per la più ampia gamma di consumatori possibile.

Soddisfazione del consumatore

Non esiste un modo più rapido di vendere un prodotto o vederlo affondare rispetto al passaparola. Il test approfondito darà la possibilità di valutare con precisione il successo del prodotto. I consigli sul passaparola dei clienti soddisfatti aiuteranno a costruire una base di consumatori fedeli, un gran numero di consumatori insoddisfatti invece può fare l'esatto opposto.

Prove in vitro 

In passato, era possibile utilizzare test sugli animali per assicurarsi che i prodotti fossero sicuri per i consumatori. Questo tipo di test è stato ritenuto il più scientifico per molti anni, ma molti consumatori e aziende hanno preferito utilizzare metodi di prova alternativi e più oggettivi che non danneggiassero in alcun modo gli animali, già prima dell’animal testing ban dal settore cosmetico europeo.

I metodi in vitro testano il prodotto in un ambiente di laboratorio in meno tempo e in modo più conveniente. E il fattore cruelty-free può essere un punto di forza per la vendita della linea di prodotti.

Dalla ricostruzione 3D di modelli di pelle umana alla loro maggior facilità di utilizzo, i test in vitro hanno acquisito una crescente rilevanza nell'industria cosmetica, soprattutto per quanto riguarda la valutazione della sensibilità delle materie prime e degli ingredienti.

Grazie alla continua innovazione tecnologica l'importanza dei test in vitro nell'industria cosmetica è stata, nel corso degli anni, sempre più rilevante, soprattutto per quanto riguarda la valutazione della sensibilità degli ingredienti cosmetici.

Europa pioniera

Nell'era digitale, l'opinione del cliente finale, unito al suo potere mediatico e intrinseca capacità di mobilitazione, ha il potere di influire attivamente sui processi aziendali. Nel caso specifico dell'industria cosmetica questa consumer awareness, molto sensibile alla causa animale, ha portato al divieto totale nell'UE di sperimentazione dei cosmetici sugli animali nel 2013.

La Commissione ha esaminato attentamente le ripercussioni del divieto di commercializzazione e ritiene che esistano motivi imperativi a favore della sua imposizione. Questo punto di vista corrisponde a quello di molti cittadini europei, profondamente convinti che lo sviluppo di prodotti cosmetici non giustifichi i test sugli animali.

Inoltre, per tutelare l'industria cosmetica europea da situazioni di disparità, il Parlamento Europeo ha recentemente approvato, all'unanimità, una risoluzione per estendere il divieto a livello globale.

Ministri e commissari Ue, secondo la risoluzione, dovrebbero agire da ambasciatori delle best practices europee in materia di animal welfare e sono invitati a non assumere posizioni deboli nei negoziati a tutti i livelli e nel confronto con l’Organizzazione mondiale del commercio.

L’obiettivo è che il divieto attualmente in vigore in ambito europeo possa essere esteso a tutti i mercati mondiali entro il 2023.

Cina in transizione

L'importanza di metodi alternativi come la metodologia in vitro non è limitata solamente al mercato europeo.Anche la Cina, il più grande mercato mondiale di cosmetici nel mondo da qui ai prossimi anni, ha risposto positivamente e sta progressivamente passando a metodi di test alternativi, tra cui i test in vitro.

Sarà un cambiamento graduale, la loro normativa impone che i prodotti cosmetici vengano sottoposti a test sugli animali prima che possano raggiungere gli scaffali, ma il trend è indubbiamente rivolto ad un progressivo allontanarsi dalla sperimentazione animale per una questione di costi e tempistiche.

L'importanza delle prove nell'industria cosmetica

La sicurezza e l'efficacia degli ingredienti cosmetici possono essere facilmente testati attraverso test in vitro. Il test può confermare gli ingredienti dichiarati utilizzabili nei prodotti cosmetici e testare le loro proprietà tossiche.
Molti rivenditori di cosmetici utilizzano questa forma di test per verificare l'efficacia di diversi prodotti o soddisfare l'approvazione normativa.

Secondo la Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale (SIDAPA) ogni anno in Italia assistiamo alla scoperta di 20 nuovi allergeni in prodotti di consumo di massa e più di 600 casi di dermatite allergica da contatto (ACD).

Con i test in vitro, tuttavia, è possibile testare cosmetici per quasi 4.000 sostanze chimiche che sono state considerate sensibilizzanti della pelle.

In realtà, questa forma di sperimentazione non animale è stata estremamente efficace nel valutare come i cosmetici interagiscono con il corpo da molti punti di vista, tra cui il legame alle proteine ​​e l'infiammazione epidermica. La ricostruzione 3D dei tessuti menzionata in precedenza è solo una delle più recenti forme di test in vitro che promuovono la sicurezza dei cosmetici.

I risultati ottenuti da questa forma di test possono essere combinati con i dati sul metabolismo della pelle, nonché con i dati di biodisponibilità, per rendere corretta l'identificazione dei potenziali allergeni cutanei. Inoltre, può aiutare a identificare la caratterizzazione che va di pari passo con la potenza relativa degli ingredienti.

 

Il 18 giugno INT.E.G.RA. ha presentato lo studio di validazione “Ocular Irritection Assay for eye hazard identification” alle Società di Chimici Cosmetici d'Italia, Stati Uniti, Canada e Giappone durante il 1° Intercontinental Personal Care Excellence Conference. Il poster scientifico promuove l’utilizzo di metodologie in vitro per determinare l'irritazione oculare dei prodotti cosmetici piuttosto che test in vivo come il metodo “Draize”.Clicca sul poster per ingrandire.

Durante il workshop organizzato da SICC dal titolo L’affascinante Mondo delle Emulsioni Cosmetiche INT.E.G.RA., sponsor ufficiale dell'evento, ha illustrato le sue novità alla platea di cosmetologi e studenti.

Punto focale della presentazione è stato il nuovo accordo commerciale con la società Adacta S.p.A., che opera nella consumer & sensory research da oltre 25 anni. Specializzata nella realizzazione di test di prodotto, propone sia metodologie di ricerca “ad hoc” sul consumatore che l’utilizzo di tecniche sensoriali condotte con giudici esperti. Sono numerose le aziende nazionali ed internazionali che affidano ad Adacta la verifica continuativa della performance dei loro prodotti.

INT.E.G.RA. distribuisce in esclusiva il servizio BEAUTY & WELLNESS COMMUNITY, un panel di consumatori espressamente selezionati tra decine di migliaia volontari in tutta Italia, disponibili per effettuare test di prodotto finalizzati ad approfondire la conoscenza delle preferenze degli utilizzatori finali e a raccogliere informazioni sulla concorrenza.

 

Recentemente il nostro servizio di assistenza regolatoria ha ricevuto alcune richieste di chiarimento sulla gestione degli allergeni in Dossier Manager.
Le schede dei fornitori di fragranze riportano spesso, oltre ai 26 allergeni indicati nel testo del Regolamento Europeo, altre sostanze tecniche, o derivati di questi.
In Dossier Manager gli INCI precaricati con la caratteristica di allergeni corrispondono alle 26 sostanze da dichiarare obbligatoriamente in etichetta qualora la concentrazione delle stesse sia superiore ai limiti indicati nel testo del Regolamento Europeo.

Le sostanze tecniche, eventualmente presenti nella composizione del profumo, che risultano essere allergeni ma non rientrano nell'elenco ufficiale, non presentano in automatico la funzione di allergene.
L'utente, qualora fosse necessario, potrà attribuire alle sostanze tecniche sopra descritte la funzione di allergene autonomamente nella sezione dizionario INCI o nella specifica tecnica della materia prima”.

Tuttavia questo tipo di scelta comporta il rischio di sottostimare la quantità di un allergene, nel calcolo che permette di “filtrare”, e non esporre in etichetta, gli allergeni.
Per esempio:

Se nella scheda del fornitore di un PROFUMO è riportato:
LIMONENE x%
D-Limonene y%

È possibile che le due percentuali, singolarmente, possano risultare inferiori alla soglia di filtro e che vengano quindi eliminate dalla visualizzazione in etichetta.

In questo caso il nostro suggerimento è invece di indicare nella composizione INCI del profumo in questione, la somma delle percentuali di allergene e dei suoi derivati, nella stessa voce di allergene, e quindi:

LIMONENE x+y%

LISTA 26 ALLERGENI

Alpha-isomethyl ionone
Amyl cinnamal Amylcinnamyl alcohol
Anise alcohol
Benzyl alcohol
Benzyl benzoate
Benzyl cinnamate
Benzyl salicylate
Butylphenyl methylpropional
Cinnamal
Cinnamyl alcohol
Citral
Citronellol
Coumarin
Eugenol
Evernia furfuracea
Evernia prunastri
Farnesol
Geraniol
Hexyl cinnamal
Hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyde
Hydroxycitronellal
Isoeugenol
Limonene
Linaool
Methyl 2-octynoate

Il 14 dicembre 2016, durante il Congresso SICC sono stati assegnati i premi Cosmerit Awards 2016.
È nostro piacere informarvi che INT.E.G.RA. ha partecipato al “CosMerit Awards 2016” con il progetto di “Comunicazione integrata”, ricevendo la menzione Speciale per la categoria B2B Servizi, per le aree “Legal Compliance” e “Clear Communication”
Il “CosMerit Awards” è un riconoscimento annuale per le aziende virtuose della filiera cosmetica istituito da SiCC (Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche) a partire dall’anno 2013. Il riconoscimento vuole contribuire all’obiettivo di promuovere la scienza cosmetica attraverso uno strumento importante: il miglioramento continuo della comunicazione corretta e trasparente. Lo scopo è di valorizzare e migliorare l’efficacia della comunicazione, sia B2B che B2C, da parte delle aziende nel rispetto dei valori guida della corretta e trasparente comunicazione informativa e promozionale di prodotti e servizi.
INT.E.G.RA. ha presentato il proprio progetto di miglioramento “comunicazione integrata”, appena aperto al momento della pubblicazione del bando.
Il progetto coinvolge soprattutto la comunicazione dei nostri obiettivi e dei contenuti di etica e sostenibilità della nostra offerta, e ha lo scopo principale di facilitare lo scambio di informazioni con i clienti e potenziali clienti, e di generare un “circolo virtuoso” in cui bisogni e soluzioni siano messi in massima relazione tra di loro.
Lo strumento che abbiamo scelto di utilizzare è basato su 20 kpi “key performace indicator”, e si chiama kMap: questo approccio è stato fondamentale per ottenere valutazioni oggettive.
Le aree valoriali previste dal Bando (“legal compliance”, “clear communication”, “support to sostenibility”) erano affini ai nostri obiettivi.
Abbiamo deciso di cogliere l’occasione per metterci alla prova con l’umiltà necessaria per raccogliere eventuali critiche e suggerimenti.
Il clima di sfida ha dato i suoi frutti e ci ha portato ad attuare correzioni e identificare punti di miglioramento del nostro progetto che è tuttora in corso.
Dall’analisi del nostro progetto da parte della giuria sono scaturiti suggerimenti che sono serviti a migliorare il progetto.
Lo staff di progetto, di cui Maria Ferrero è la coordinatrice, ha meritato questo riconoscimento che abbiamo accolto con grande soddisfazione.
Queste persone sono dotate di grande competenza ma soprattutto sono ricche di entusiasmo e capacità di autocritica, qualità che rendono possibile la sfida quotidiana per un miglioramento continuo.

CLOUD (SaaS:Software as a service):
A partire dalla versione 6.5, Dossier Manager è disponibile anche in CLOUD!
Dossier Manager®, il software per la gestione della Documentazione Tecnico-Regolatoria secondo quanto richiesto all’industria cosmetica dal REGOLAMENTO (CE) n. 1223/2009, da oggi è disponibile anche in cloud.
Tale licenza, di tipo “Floating”, offre tutti i vantaggi di gestione ad essa connessi: per esempio è possibile aggiungere licenze aggiuntive multiple, che possono essere utilizzate con lo stesso criterio, quindi da utenze condivise oppure da utenze singole. È, inoltre, possibile abilitare in modo semplice un accesso anche per periodi determinati, come per esempio per un consulente esterno, con profilazioni e diritti di visualizzazione e scrittura pre-definiti, che in questo modo può fare una supervisione dei PIF (Product Information File).

Questo servizio solleva l’utente da tutte le problematiche di installazione e gestione tecnologica.
È vantaggioso per molti utilizzi, che vanno da quello classico (aziendale) a quello di stuti di consulenza, di Università, di Studenti.
Permette un facile accesso da qualsiasi dispositivo. Le prestazioni sono normalmente superiori a quelle di una normale struttura aziendale con accesso dall’esterno. Tutte le attività di gestione sono a carico di Dossier Manager.

Oltre alle licenze software è necessario accedere al servizio SaaS (Software as a service), che ha un costo calcolato per numero di accessi.